INPS
29/09/2026 11:29
Con dieci pronunce depositate il 16 e 17 settembre 2026, la Cassazione ha affermato che gli utili di una S.r.l. ordinaria lasciati a riserva non possono essere attribuiti automaticamente al socio lavoratore, in proporzione alla sua quota, per calcolare i contributi dovuti alla Gestione commercianti o artigiani INPS.
Il reddito assoggettato a IRES appartiene infatti alla società. Se non viene distribuito né fiscalmente imputato al socio, non entra per questo solo motivo nella sua base contributiva eccedente il minimale. Per esempio, se una S.r.l. consegue €200.000 di utile e lo accantona interamente, al socio lavoratore al 50% non possono essere imputati automaticamente €100.000 ai fini INPS.
Restano due distinzioni: le pronunce non eliminano l’iscrizione alla Gestione né i contributi sul minimale; inoltre, per le S.r.l. in trasparenza fiscale il reddito è imputato al socio anche senza distribuzione e va valutato separatamente.
Per gli studi professionali il passo successivo è esaminare i contributi già versati sugli utili rimasti a riserva: occorre verificare, anno per anno, il quadro RR, gli importi pagati e i termini applicabili prima di valutare rettifiche e richieste di rimborso.(16 settembre 2026 la Cassazione ha depositato sette pronunce gemelle, nn. 25377, 25378, 25379, 25380, 25381, 25382 e 25383/2026)
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